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Notizie, curiosità e tutto quello che c'è da sapere sui nostri amici pelosi...
dai consigli sull'alimentazione e i comportamenti da avere in base alla stagione, ai luoghi dove anche loro sono i benvenuti!

Cos'è la FIV? (Virus dell'immunodeficienza felina)

La FIV è una malattia causata da un retrovirus che si trasmette sessualmente e attraverso i morsi tra gatti.

I gatti FIV sono gatti che stanno bene, che possono vivere a lungo senza manifestare la malattia, ma che per ignoranza, paura e cattiva informazione sono spesso condannati all'isolamento o alla soppressione.
I gatti FIV hanno difese immunitarie più deboli, per cui sono più soggetti a contrarre malattie e hanno meno risorse per combatterle.

Il gatto FIV può contagiargi?
No, un gatto FIV non può contagiare l'uomo né altri animali domestici.
Il contagio avviene con morsi durante le lotte fra gatti o per contatto diretto con sangue infetto, rara è la trasmissione attraverso il leccamento reciproco e la condivisione delle ciotole.

La presenza di più gatti dello stesso ambiente domestico non aumenta la probabilità di contagio se non ci sono conflitti territoriali.

Quanto vivono i gatti con la FIV?
La positività alla FIV non incide significativamente sulla sopravvivenza dei gatti. Un gatto FIV che vive in casa e quindi non esposto a rischio di contrarre ulteriori infezioni, può trascorrere tutta la vita senza manifestare la malattia. La vita in appartamento è quindi la condizione ideale per un gatto FIV.

Adottare un gatto FIV è il miglior modo per salvargli la vita!

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    L'importanza del gioco

    Ricordate di ritagliarvi sempre un pochino di tempo da dedicare ai vostri amici pelosi;
    come detto più volte e confermato da veterinari e comportamentalisti, è un momento importante perché permette al micio di scaricare energia, nutrire la sua curiosità, aumentare la confidenza con noi umani e rafforzare l'amicizia tra micio e micio, per chi ha la fortuna di convivere con più gatti.
    Ci sono vari tipi di giochi, palline di vari materiali, serpentini di stoffa, piume, cannette... Scoprite quello che più diverte il vostro amico.
    Non c'è età nel momento ludico, i cuccioli come i gatti anziani gradiscono giocare con voi.
    Non saranno solo loro a divertirsi, quindi provate anche voi, migliorerà tanto anche il vostro umore.

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    Come comportarsi se ci si imbatte in cani vaganti?

    Al cittadino che si imbatte in un cane vagante si consiglia di fermarsi e tentare di recuperare l’animale con molta
    prudenza (magari con l’aiuto di una corda da utilizzare come guinzaglio).
    Il recupero di un cane vagante è molto importate in quanto eviterete che lo stesso possa provocare incidenti stradali
    pericolosi per lui stesso ma anche per le persone alla guida delle auto.
    Valutate la situazione di volta in volta, in quanto alcuni cani, avvicinandosi, potrebbero impaurirsi e scappare rendendo il
    recupero dello stesso più difficoltoso.
    Provvedete, dunque, ad attivare il servizio di cattura h24 reso disponibile dal Comune di Arezzo.
    Digitate il numero 05752551 (centralino ospedale di Arezzo) e dichiarate che c’è un cane vagante – senza proprietario -
    per il quale si rende necessario il recupero.
    Il centralino trasferirà la chiamata direttamente all’operatore disponibile di turno al quale indicherete la zona dove vi
    trovate assieme all’animale.
    Attendete, quindi, l’arrivo dell’operatore.
    Giunto in loco il soggetto provvederà a recuperare l’animale e a condurlo presso il canile sanitario di Arezzo.
    Nessun costo sarà posto a carico Vostro per la chiamata che avrete effettuato.
    L’operatore tenterà, quindi, di individuare il nominativo del legittimo proprietario tramite la lettura del microchip.
    Nel caso di esito positivo il legittimo proprietario sarà contattato per la restituzione dell’animale.
    Qualora invece il cane risulti sfornito di microchip (ad esempio cane abbandonato), dopo il periodo di osservazione
    previsto per legge presso il canile sanitario, l’animale sarà condotto presso il canile rifugio di Arezzo (gestito attualmente
    da E.N.P.A – Ente Nazionale Protezione Animali - Sez. Arezzo) dove i dipendenti e i volontari si attiveranno per la sua
    futura adozione.

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      Leishmaniosi: cos'e', come prevenirla e come curarla

      Causata dal parassita Leishmania Infantum, trasmesso dalla puntura di piccoli insetti, i flebotomi, conosciuti anche come Pappataci, la Leishmaniosi è una malattia infettiva e contagiosa che purtroppo in Italia si diffonde con l'arrivo della bella stagione, in particolare da maggio.
      I Flebotomi sono piccoli insetti simili a zanzare che volano soprattutto di notte e che, se pungono un cane malato di leishmania, ingeriscono il parassita e possono trasmettelo ad un cane sano tramite una nuova puntura.
      Purtroppo servono alcune settimane prima che si sviluppino sintomi clinici come ad esempio forfora, dermatiti, eccessiva crescita delle unghie, mantello opaco, o sintomi più gravi come linfonodi, anemia, dimagrimento o insufficienza renale.
      Si tratta purtroppo di una malattia grave che può portare alla morte nonostante le cure; mentre l’infezione quasi sempre persiste per tutta la vita del cane.

      Prevenzione:
      Per poterla prevenire, è importante evitare che l'insetto venga a contatto col cane,
      abbattendone la presenza intorno alla cuccia o, quando possibile, prediligendo il ricovero del cane in casa durante la notte. E' inoltre importante utilizzare regolarmente prodotti antiparassitari che rendano repellente il cane alle punture dei flebotomi e, per una copertura più completa, c'è la possibilità di un vaccino annuale.
      Per quanto riguarda i gatti invece, pur essendo una malattia descritta, ad oggi, la leishmania non desta particolari preoccupazioni.

      Cura
      Partiamo dal presupposto che la Leishmaniosi è curabile, il cane può guarire dalle manifestazioni cliniche, ma rimarrà comunque infetto a vita, pertanto avrà bisogno di controlli regolari.
      In caso di manifestazioni cliniche è necessario che la terapia più idonea per ciascun animale venga stabilita da un medico veterinario.
      L'approccio terapeutico del cane con leishmaniosi non è semplice e può avere una durata variabile (comunque sempre di alcuni mesi); spesso, inoltre, a seconda dello stato di salute dell'animale, può essere necessario un trattamento di supporto per correggere patologie che possono insorgere o sono già presenti, ma il tutto deve essere sempre fatto tramite il medico veterinario.

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        L'importanza della Toelettatura

        Quando parliamo di toelettatura parliamo di cani sani.
        La frequenza con cui lavare un cane dipende dalla vita che conduce il cane, dal tipo di mantello e dal tipo di cute.
        Ovviamente un cane che vive all’aperto, verrà lavato meno frequentemente di un cane che vive in casa e che sale su divani o letti.
        Un cane a pelo corto potrebbe stare senza fare il bagno e senza essere spazzolato per più tempo rispetto a cani con pelo a crescita continua (barboni, yorkshire terrier, maltesi).
        La cosa importante è utilizzare prodotti di qualità, poco aggressivi e che  possano essere utilizzati frequentemente .
        Un cane con pelo folto e brillante e che non emana cattivi odori, oltre ad essere un piacere per il proprietario, è sinonimo di buona salute per l'animale.
        La toelettatura ha numerosi benefici: facilita il contatto, migliora il rapporto uomo/animale, elimina peli morti, migliora l’aspetto del pelo ed evidenzia lesioni dermatologiche e presenza di pulci o altri parassiti.
        Lo spazzolamento, inoltre, è una pratica sempre utile a districare il pelo, eliminare peli morti, aumentare la circolazione sanguigna alla base del pelo, ventilare la cute ed eliminare polvere e sporcizia.
        E’ importante utilizzare uno strumento adatto in base al tipo di mantello.
        Nel periodo della muta i cani vanno spazzolati tutti i giorni.
        Per una corretta toelettatura è quindi sempre consigliabile affidarsi a toelettatori professionisti, che sono sempre in grado di consigliare al meglio oltre a garantire un risultato migliore per l'igiene e la salute del cane, oltre che per il suo look.

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          Pet Therapy, in azienda aumenta la produttività

          State cercando un modo infallibile per aumentare la produttività aziendale e abbattere lo stress lavoro correlato: lasciate che i dipendenti portino il proprio amico a quattro zampe in ufficio. L’occasione per una riflessione sull’influenza degli animali domestici sul clima lavorativo è stata data il 21 giugno, giornata intitolata negli USA come Take Your Dog to Work Day . Milioni di lavoratori si sono presentati sul posto di lavoro con i rispettivi fedeli amici pet.

          Alcune aziende, poi, da tempo estendono questa possibilità a tutto l'anno, senza attendere un'occasione particolare, come ad esempio la multinazionale Purina PetCare Co. di St. Louis. Migliora il team work, il morale si alza e lo stress scende, migliora l’engagement aziendale. È quanto riporta un articolo pubblicato recentemente dal magazine Fortune.

          Randolph T. Barker, professore di management alla VCU School of Business, ha contribuito a corroborare la tesi con un’indagine scientifica che ha messo a confronto lo stress percepito in caso di presenza e di assenza degli animali domestici nell’ambiente lavorativo, conlcudendo che si tratti di un provvedimento a basso costo per il benessere dei lavoratori. Anche la Central Michigan University ha dato il proprio contributo di ricerca, individuando contributi positivi apportati dalla presenza di cani in ufficio sul livello di collaborazione e comportamento etico.

          Le statistiche non lasciano dubbi. Rimangono da definire le buone prassi in termini di policy interne affinché i cani e gli altri animali domestici non diventino, un problema in ufficio.

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            La colonia felina: come fare per censirla!

            Se per i cani esiste il fenomeno del randagismo, per i gatti il concetto è un po' diverso: i gatti non di proprietà, che vivono sul suolo pubblico, costituiscono quello che la legge definisce e protegge come colonie feline.

            Cosa sono le colonie feline?
            Le colonie feline sono vere e proprie aggregazioni strutturate di animali non di proprietà, legate ad un qualsiasi territorio o porzione di territorio, sia esso pubblico o privato in cui i gatti trovano le risorse necessarie per sopravvivere (rifugio e cibo).

            Molto spesso sono i cittadini che vivono nel vicinato di una colonia ad occuparsi di nutrire i gatti, a volte senza sapere che esiste una legge che tutela la colonia stessa.
            Il problema è che la colonia deve essere censita.

            Come si censisce una colonia felina?
            Per far sì che la colonia sia censita e quindi ufficialmente costituita, è necessario che un cittadino si faccia referente nei confronti del comune e della asl veterinaria.

            La Asl Veterinaria ha l'obbligo, per legge, di sterilizzare gratuitamente i gatti per il contenimento delle nascite, onde evitare che la colonia cresca di anno in anno. Normalmente il soggetto di riferimento è colui che nutre i gatti stessi, ed è colui che aiuterà la asl veterinaria nella cattura dei gatti per effettuare la sterilizzazione.

            Il comune di Arezzo mette a disposizione uno sportello informativo per la tutela degli animali ed il primo passo da fare è proprio mettersi in contatto con questo ufficio che penserà al censimento della colonia.

            Successivamente, sarà lo stesso sportello a contattare la Asl Veterinaria per attivare le procedure di sterilizzazione.

            Servizio Ambiente - Ufficio Tutela Ambientale del Comune di Arezzo Tel.
            0575/377538/543/549
            Orario ricevimento: martedì e giovedì 9-12 e 15,30-17,30

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              Avvelenamento

              Per quanto riguarda la questione dei bocconi avvelenati, quando si verifica questa casistica, il veterinario è obbligato a segnalare l'accaduto alla Provincia entro 24 ore.
              Si può inoltre telefonare al NUMERO VERDE 800 029449 che è anch'esso attivo 24 ore per fornire informazioni sul da farsi.
              Se sfortunatamente il vostro pet dovesse aver ingerito dei bocconi avvelenati, non esitate a recarvi dal veterinario più vicino.

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                Come comportarsi se ci si imbatte in cani o gatti feriti?

                Al cittadino che si imbatte in un animale domestico ferito (cane, gatto, coniglio etc…) si consiglia di fermarsi ma non
                avvicinarsi troppo in quanto l’animale potrebbe tentare di scappare rendendo il recupero dello stesso più difficoltoso.
                Quindi siate prudenti e valutate la situazione di volta in volta.
                Provvedete, dunque, ad attivare il servizio di cattura h24 reso disponibile dal Comune di Arezzo.
                Digitate il numero 05752551 (centralino ospedale di Arezzo) e dichiarate che c’è un animale domestico ferito per il quale
                si rende necessario il recupero.
                Il centralino trasferirà la chiamata direttamente all’operatore disponibile di turno al quale indicherete la zona dove vi
                trovate assieme all’animale.
                Attendete, quindi, l’arrivo dell’operatore.
                Giunto in loco il soggetto provvederà a recuperare l’animale e a condurlo in una delle cliniche veterinarie convenzionate.
                Nessun costo sarà posto a carico Vostro per la chiamata che avrete effettuato.
                Dopodiché se trattasi di animale con microchip l’operatore individuerà il legittimo proprietario per la restituzione.
                Qualora invece l’animale risulti sfornito di microchip (ad esempio cane vagante, gatto etc..), dopo il periodo di degenza
                presso la clinica veterinaria, questo sarà condotto presso il canile di Arezzo per la sua futura adozione.

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                  Come comportarsi se ci si imbatte in un animale maltrattato?

                  È necessario mettere insieme il maggior numero possibile di prove (foto, video, documenti) per attestare il reato e denunciarlo per scritto presso le Forze dell'Ordine che provvederanno al sequestro dell'animale e successiva confisca ai sensi degli articoli 321 e 544 del Codice Penale.

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                    Come comportarsi se ci si imbatte in un animale selvatico?

                    Si chiami immediatamente la Polizia Provinciale presente sul territorio. Gli animali selvatici rappresentano una risorsa indispensabile dello Stato per questo le Regioni-Province Autonome e le Province devono essere dotate di un centro, oppure appoggiarsi ad altri enti, per il recupero di questi animali.

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